TIM e Vodafone tornano alla fatturazione mensile ma con un aumento dell'8.6%

TIM e Vodafone tornano alla fatturazione mensile ma con un aumento dell'8.6% 

I due principali operatori hanno confermato in Italia il ritorno alla fatturazione mensile dopo l'approvazione della legge. Per gli utenti però non cambierà il costo che verrà rimodulato per l'intero anno. Ecco i dettagli.

di Bruno Mucciarelli pubblicata il 22 Gennaio 2018, alle 11:41 nel canale TLC e MOBILE
TIMVodafone
 
 
 

La fatturazione ogni 28 giorni è stata finalmente messa al bando e l'approvazione della legge obbligherà entro il prossimo mese di aprile a riportare la tariffazione mensile per tutti gli utenti. Un provvedimento che tutti i consumatori hanno atteso da quando avevano visto lievitare i costi delle proprie offerte ricaricabili ma anche in abbonamento o sulla telefonia fissa visto che agendo sulla tariffazione a 28 giorni gli operatori guadagnavano esattamente una mensilità annualmente parlando. La Legge 172/2017 ha riportato tutto al passato o quasi.

In effetti sia Vodafone che TIM hanno annunciato l'abbandono della tariffazione ogni 4 settimane a favore della nuova (o "vecchia") mensile. Nello specifico per Vodafone il tutto verrà attuato dal prossimo 25 marzo per i clienti privati ricaricabili mentre quelli con abbonamento mobile e rete fissa a partire dal 5 aprile 2018. TIM invece attuerà una strada unica per il ritorno alla fatturazione mensile con l'attuazione dal prossimo 1 aprile sia per la rete fissa che per i clienti ricaricabili o in abbonamento.

Tutto bello se non fosse che i costi non verranno rimodulati a quelli che si avevano prima dell'arrivo della fatturazione ogni 4 settimane ma verranno "spalmati" nei 12 mesi dell'anno con un aumento rispetto a prima dell'8.6%. Il rincaro chiaramente va a compensare la diminuzione delle entrate che gli operatori avrebbero con la tariffazione ogni mese e non più ogni 28 giorni e dunque con un mese in meno (12 mensilità invece di 13).

Una mossa che in qualche modo ci si attendeva e che in parte vanificherà la lotta realizzata dall'associazione de consumatori per ottenere le nuove disposizioni sulla fatturazione mensile. Dunque, seppure dal prossimo aprile tutto cambierà e tornerà come prima, il prezzo da pagare per i consumatori sarà ancora quello attuale con una spesa annuale immutata e dunque maggiore rispetto all'introduzione della fatturazione a 28 giorni.

 

Ecco la dichiarazione di Vodafone sia per i clienti privati con abbonamento mobile e di rete fissa e i clienti privati ricaricabili:

  • Clienti privati con abbonamento mobile e di rete fissa

Ai sensi della Legge 4 dicembre 2017, n.172 per i servizi di comunicazione elettronica e reti televisive, a partire dalla prima fattura emessa dopo il 5 aprile 2018, per i clienti abbonamento e rete fissa i servizi e le promozioni attive si rinnoveranno su base mensile anziché ogni 4 settimane. La spesa complessiva annuale non cambia. Il numero dei cicli di fatturazione si riduce da 13 a 12 e di conseguenza l’importo mensile delle offerte aumenterà dell’8,6%. Per avere maggiori informazioni puoi contattare il 42590. Tutti i clienti interessati riceveranno una comunicazione in fattura e potranno recedere dal contratto o passare ad altro operatore senza penali entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, specificando come causale del recesso “modifica delle condizioni contrattuali”. Il diritto di recesso puo’ essere esercitato gratuitamente su variazioni.vodafone.it o inviando una raccomandata A/R a Servizio Clienti Vodafone, casella postale 190 – 10015 Ivrea (TO) o via PEC all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , esplicitando la causale sopraindicata. I clienti che decidono di recedere e hanno un’offerta che include telefono, tablet, Mobile Wi-Fi, Vodafone TV o prevede un contributo di attivazione a rate continueranno a pagare, le eventuali rate residue addebitate con la stessa cadenza e con lo stesso metodo di pagamento che hanno scelto. In caso di recesso, per non perdere il numero, dovranno anche passare contestualmente ad altro operatore senza costi di disattivazione.

  • Clienti privati ricaricabili

Ai sensi della Legge 172/2017 per i servizi di comunicazione elettronica e reti televisive, dal 25 marzo 2018, i servizi e le eventuali promozioni attive sul tuo numero subiranno una modifica delle condizioni contrattuali e si rinnoveranno mensilmente anziché ogni 4 settimane. La spesa complessiva annuale non cambia. Il numero dei rinnovi mensili della tua offerta si riduce da 13 a 12 e di conseguenza l’importo di ciascun rinnovo aumenterà dell’8,6%. Per avere maggiori informazioni puoi contattare il 42590. Tutti i clienti interessati da modifiche di costo di rinnovo riceveranno un SMS informativo e potranno recedere dai servizi Vodafone o passare ad altro operatore senza penali entro 30 giorni dalla ricezione dell’SMS, specificando come causale del recesso “modifica delle condizioni contrattuali”. Il diritto di recesso può essere esercitato gratuitamente su variazioni.vodafone.it o inviando una raccomandata A/R a Servizio Clienti Vodafone, casella postale 190 – 10015 Ivrea (TO) o via PEC all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , esplicitando la causale sopraindicata. I clienti che decidono di recedere e hanno un’offerta che include telefono, tablet, Mobile Wi-Fi, Vodafone TV o prevede un contributo di attivazione a rate continueranno a pagare, le eventuali rate residue addebitate con la stessa cadenza e con lo stesso metodo di pagamento che hanno scelto. In caso di recesso, per non perdere il numero, dovranno anche passare contestualmente ad altro operatore senza costi di disattivazione

Vodafone e TIM dunque si adeguano alla nuova Legge ma lo fanno a modo loro riuscendo comunque a giocare sulla spesa annuale. In tal senso su TIM gira la voce anche che l'azienda potrebbe rimodulare le soglie per gli utenti aumentandole in modo proporzionale per garantire le stesse quantità disponibili annualmente. Un aggiustamento di cui però ancora risulta essere solo un'indiscrezione e che dunque va presa per tale.

Rimane comunque aperta la questione dei rimborsi e dei risarcimenti. In questo caso ricordiamo come l'AGCOM avesse multato TIM, Vodafone, Wind Tre e Fastweb per non aver rispettato gli obblighi di fatturazione mensile. La delibera dell'Autorità aveva delineato l'obbligo di stornare nella prima bolletta con cadenza mensile quello che i clienti avevano pagato in più dal 23 giugno 2017.